PROGETTO PUNTO RESIDENZIALE ACCOGLIENZA

PROGETTO

"Punto Residenziale e di Pronta Accoglienza Sanitarizzato”

Associazione Famiglie Tossicodipendenti (A.F.T. onlus)

 

Ente titolare:

Associazione Famiglie Tossicodipendenti (AFT)

Via verruca, 1

38123 - Trento

Referente:

Direttrice Paola Maria Meina

Recapito:

0461/232319

Indirizzo email:

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Sito internet:

www.aftonlus.org

Sede legale:

Associazione Famiglie Tossicodipendenti (AFT)

Via Verruca, 1

38123 – Piedicastello (Trento)

 

Premessa

 

Cari amici,

desidero descrivere brevemente il percorso compiuto per giungere a questo progetto. La nostra Associazione è un “servizio” per il cittadino e per le Istituzioni e come tale ha dimostrato nei suoi 32 anni di vita di essere “madre” di idee, progetti, eventi e concrete realtà che hanno contribuito alla trasformazione territoriale dell'approccio alle problematiche delle dipendenze. Una “madre” che esce dalla collusione e si trasforma in risorsa attenta alla lettura reale dei bisogni. Capace di far suo il dovere di condurre il bisogno alle Istituzioni e di trasmettere al territorio le risposte concrete che provengono dalle stesse.

Sono anni che abbiamo fatto nostro lo strumento del Gruppo di Auto Mutuo Aiuto specifico sulle dipendenze che è fucina di percorsi di ritorno alla luce, fucina di concrete risposte al dramma...

E' con questo spirito, con umiltà e rigore che vi sottoponiamo il nostro ultimo impegno:

 

Perché questa proposta?

Per rispondere con professionalità a ciò che il nostro lavoro quotidiano ci chiede

 

Numerose sono le impellenti e forti istanze da noi accolte in questi anni di operato nelle tossicodipendenze alle quali abbiamo risposto, relativamente alle nostre risorse, con generosità, umanità e professionalità:

 

- gli Operatori dei servizi socio-sanitari che riportano con forza le difficoltà del lavorare sulle urgenze e di non riuscire a dare delle risposte adeguate alle persone che si rivolgono al Servizio:

... “le comunità sono piene, i tempi d’attesa sono lunghi, me lo puoi tenere per un po’?”

...“abbiamo un transgender che chiede un aiuto ma non sappiamo come fare. Nessuno lo vuole accogliere! Cosa facciamo?”

... “E' doppia diagnosi, con importanti aspetti dissociativi, sotto terapia sostitutiva, non abbastanza motivato per intraprendere un percorso in Comunità, privo di risorse da attivare, E' in strada...Hai un posto nell'urgenza?”

 

 

- le Comunità Terapeutiche che hanno l’accoglienza piena ma, allo stesso tempo, hanno posti liberi per l’attuazione di programmi terapeutici specifici:

Trentenne, tossicodipendente, è affetto da una malattia terminale non correlata. E’ privo di sostegno familiare! Ha bisogno di accoglienza, assistenza sanitaria condivisa, accompagnamento alla morte un luogo “caldo” in cui vivere i suoi ultimi giorni… L’AFT lo può ospitare?”

 

 

 

- le “Ragazze ed i Ragazzi” che vengono all’Associazione con il loro vissuto di dolore e chiedono un luogo in cui essere accolti:

Ho paura, sono in astinenza, stanotte sono stata violentata, aiutami. Non so dove andare a dormire,voglio uscire da questo incubo”...

Si sono ricaduto... non so perchè... mi trovavo bene qui da voi... stavo costruendo il futuro...non so cosa mi è preso...aiutami , ti prego!”

Non ho terminato il percorso in Comunità... non ero in accordo con loro , ma ho bisogno di sostegno e non voglio tornare sulla strada. Mi puoi aiutare?”

Posso portarti un mio amico nord africano alcolista che ha perso il permesso di soggiorno e non può andare ai Servizi? Possiamo incontrarci di sera? Lo vorrei tutelare…”

 

- le Famiglie che desiderando di uscire dalla fase di collusione, disperate e senza alternative, sono costrette a tenere in casa i propri figli tossicodipendenti perché non hanno il coraggio di cacciarli di casa sapendo che poi non avranno un luogo protetto in cui essere curati:

mi picchia, è violento! Cosa faccio? Non ho la forza di abbandonarlo, ma questa situazione ci sta distruggendo! AIUTATECI per favore!”

 

Alla luce di queste pressanti richieste il progetto che proponiamo vuole tenere conto dell’unicità e centralità della persona nell’accoglienza in una seria ottica di welfare innovativo che fa dell’integrazione socio-sanitaria, e della collaborazione efficace ed efficiente con il Terzo Settore, i suoi obiettivi prioritari.

Ma come facciamo ad accogliere professionalmente queste persone bisognose di aiuto?

Questo intervento, in relazione a quanto deliberato dalla Giunta provinciale - delibera numero 2191/2012 – in data 15 ottobre 2012, si attiene alla possibilità di una “ridefinizione progressiva della rete assistenziale dedicata” attraverso una ridistribuzione delle risorse presenti, permettendo la possibilità di creare un luogo protetto che, con l’obiettivo di un innalzamento della qualità dei servizi offerti, sia una risposta autentica alle richieste che il territorio esprime.

L'AFT rappresenta un'istituzione priva di programma ideologico. Testimone di una “futura” e “concreta integrazione socio-sanitaria” che lancia un appello, sicura che questo verrà esaminato con cura ed accolto. La sua mission è “ascoltare” “accogliere” “proporre soluzioni”. Suo impegno prioritario è quello di qualificare sempre di più il suo intervento in termini professionali. Ha esperienza di residenzialità. Lavora in rete con tutte le Istituzioni e gli organismi del Privato Sociale accreditati. E' “Famiglia sana”, risorsa qualificata verso quel futuro del “fare insieme” che non è mai contrapposizione ma attivazione di risoluzioni.

 

Trento, 31 Ottobre 2012

 

Cordiali saluti,

 

 

la Direttrice Paola Maria Meina

 

il Legale Rappresentante Carlo Fait

Introduzione

 

Nel corso di questi trent’anni di attività la nostra Associazione non solo ha maturato una concreta esperienza nell’ambito delle tossicodipendenze, ma è diventata anche luogo di ascolto delle istanze della cittadinanza e delle istituzioni che ad ampio titolo si occupano della problematica. Proprio in ragione di ciò l’Associazione Famiglie Tossicodipendenti (AFT) ha contributo, insieme alle impellenti richieste degli operatori dei servizi sanitari territoriali e del privato sociale, ad individuare oggi quale esigenza fondamentale di supporto alla rete dei servizi la progettazione di un Punto Residenziale e di Pronta Accoglienza Sanitarizzato per soggetti vittime di dipendenze.

 

La proposta si vuole inserire in un contesto di welfare innovativo che fa dell’integrazione socio-sanitaria, e della collaborazione efficace ed efficiente con il Terzo Settore, i suoi obiettivi prioritari. Questo polo, privo di ideologia, non dovrà essere di intralcio all’operato dei servizi preposti, ma di sostegno al cittadino e al Dipartimento delle Dipendenze, garantendo attraverso forme agevoli di cooperazione e una ridistribuzione delle risorse, un servizio all’insegna dell’economicità, dell’innovazione e della qualità nell’attuazione degli interventi.

Ed è proprio alla luce di questa nuova strutturazione sanitaria e della forte condivisione da parte nostra di intendere le dipendenze globalmente, pur sempre nel pieno riconoscimento delle singole specificità, che il punto pronta accoglienza (drop-in e centro motivazionale) si auspica di creare un luogo competente nei diversi ambiti delle dipendenze al fine di accogliere le tipologie di utenza individuate con elevata professionalità.

 

L’esigenza di dare una risposta tempestiva e concreta ai bisogni socio-sanitari di queste persone ha fatto ipotizzare la possibilità di offrire un servizio che sia in grado non solo di accompagnare in maniera “protetta” il cittadino nella rete dei servizi sanitari, ma di accogliere anche le persone già in carico alla rete dei Servizi e di rimanere un costante punto di riferimento nel loro percorso, garantendo l’eventualità di una ripresa in carico nei momenti difficili delle ricadute. L’intento dell’AFT nella creazione di questo “Punto Residenziale e di Pronta Accoglienza Sanitarizzato” è proprio quello di porsi come una risorsa territoriale in grado di intervenire velocemente nella presa in carico della persona che versa in una situazione di disagio, garantendo il libero accesso a qualsiasi tipologia di utenza con problemi di dipendenza (donne vittime di violenza, minorenni, clandestini, persone senza un domicilio, in attesa di progetto terapeutico…) secondo la logica della riduzione del danno.

 

In questo quadro il Servizio si vuole caratterizzare per la presenza di una duplice funzione: sanitaria da un lato e motivazionale dall’altro, al fine di sostenere e accompagnare la persona verso i Servizi socio-assistenziali, oppure di prendere in carico proprio in seguito alla segnalazione dei Servizi le persone per le quali la rete non è in grado di dare una risposta tempestiva. Questo comporta un lavoro basato sì sulle urgenze, ma tutelato dal fatto di avere a disposizione un luogo sicuro e protetto nel quale operatori, volontari e utenti possono prendersi il tempo di riflettere sulle specificità di ciascun caso elaborando un percorso personalizzato che tenga conto dell’unicità/centralità della persona nell’accoglienza.

Viste le caratteristiche di cronicità delle dipendenze il Servizio vorrebbe alleggerire l’operato delle strutture comunitarie, sgravando le stesse dalla difficoltà di doversi anche porre quali punti di prima accoglienza (per i pochi posti accreditati) rischiando, come è emerso dagli incontri con gli operatori, di collocare in una stessa struttura persone con percorsi terapeutici totalmente differenti causando una conseguente destabilizzazione dell’intero gruppo.

Inoltre, così come nell’ambito della disagio mentale e sulla scia degli esiti più che positivi dei modelli fare assieme e utente e familiare esperto del Centro di Salute Mentale di Trento, anche in quello della tossicodipendenza l’AFT vuole valorizzare il ruolo della famiglia e la centralità della persona nel suo percorso riabilitativo. Per questo all’interno del punto d’accoglienza e Centro Motivazionale ci si avvarrà del supporto di volontariato adeguatamente formato - caratteristica imprescindibile di una ONLUS - al fine di restituire quel giusto protagonismo a chi in prima persona porta con sé un vissuto esperienziale specifico.

 

In seguito a questa premessa, immaginare di poter implementare un servizio innovativo e strutturalmente qualificato, come vuole essere il progetto “Punto Residenziale e di Pronta Accoglienza Sanitarizzato”, significa elaborare in primis un’analisi del bisogno in grado di far emergere quali tipi di problematiche sono presenti sul territorio al fine di giustificarne la realizzazione.

In relazione a ciò abbiamo chiesto ai servizi coinvolti in rete, un sostegno forte per quanto ha riguardato l’individuazione del bisogno con l’obiettivo di costruire una visione complessiva che fosse specchio della situazione in atto, in modo da poter progettare un servizio che risponda alle reali istanze del territorio quale punto di riferimento per il cittadino e per i servizi territoriali.

Per questo motivo la prima sezione del presente elaborato è dedicata all’analisi del contesto e alla lettura del bisogno sociale nell’ambito delle dipendenze, alla quale farà seguito la struttura vera e propria del progetto. Purtroppo siamo consapevoli del fatto che fare una completa, e al tempo stesso complessa, raccolta dati avrebbe significato coinvolgere anche tutti gli operatori dei Servizi Sociali Territoriali; ma per una questione di mancanza di risorse interne all’Associazione il Servizio ha dovuto strutturare l’analisi differentemente, riuscendo comunque a far emergere le criticità con le quali le realtà che si occupano di tossicodipendenza si trovano quotidianamente a confronto.

 

Si coglie l’occasione per ringraziare tutti i Servizi che hanno accolto positivamente la richiesta dell’AFT onlus di partecipare alla succitata analisi mettendo a disposizione dati, riflessioni e tempo preziosi per la stesura del seguente lavoro. Nello specifico: il Dipartimento delle Dipendenze (Dr. Pancheri), il Centro di Salute Mentale di Trento per i problemi legati alla “doppia diagnosi” (Dr. De Stefani), le realtà comunitarie accreditate all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (la C.T. “Voce Amica”, le due comunità gestite dal Centro Trentino di Solidarietà: “Casa di Giano” e “Casa Lamar”, e la C.T. “Nuovi Orizzonti”), nonché quella di privato sociale non convenzionata presente sul territorio (C.T. “S. Antonio dei Padri Francescani”).

 

 
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